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Per essere se stessi, tra mente e cuore


Spesso “essere se stessi” suona come frase di circostanza, di cui non sempre si riesce a cogliere il senso reale. Cosa significa davvero e come si fa a essere se stessi?
Potremmo dire, per semplicità, che per essere se stessi è importante usare mente e cuore. Non basta utilizzare soltanto uno dei due. Vediamo, infatti, cosa accade quando si usano solamente la mente oppure solamente il cuore.

Cosa succede quando si dà spazio soltanto alla mente, in modo assoluto? È il caso di quelle persone che si adattano in modo rigido ai modelli imposti dalla società, indossando una maschera che sacrifica il proprio autentico sé, che resta così inespresso. Nel migliore dei casi, questo autentico sé resta custodito interiormente, non potendo di fatto essere utilizzato come guida vitale nella relazione con il mondo. Nel peggiore dei casi esso invece viene distrutto e annullato, cosa che rende più difficile, anche se non impossibile, il suo recupero in una psicoterapia condotta analiticamente.

Perché ci sono persone che fanno un uso eccedente della mente? 
Ci sono vantaggi e svantaggi ed è importante fermarsi a riflettere sulle cause e sulle caratteristiche di personalità di chi usa la mente in modo esclusivo.
Vantaggi: tradizione e senso di sicurezza, di cui gli essere umani hanno fortemente bisogno.
Svantaggi: finzione, frustrazione, impoverimento di sé e inibizione, fino all’annullamento.
Cause: dare spazio soltanto alla mente può essere un’autodifesa, quando si vive il mondo come minaccioso e pieno di pericoli. Il senso di paura può diventare invalidante e si utilizza la mente in modo strumentale come maschera o scudo protettivo. L’intuito, una caratteristica molto importante della mente, viene utilizzato solo per proteggere se stessi e difendersi dagli altri. Non si utilizza la mente con il cuore, non si utilizza la mente creativamente, per esplorare e conoscere il mondo, per arricchire se stessi, per amare.
Personalità: persone acute e rapide d’intelletto, ma calcolatrici e difficili da afferrare. Persone fredde e indipendenti. Si rifiuta il legame affettivo, che di fatto implica il rifiuto di sviluppare se stessi autenticamente, senza maschere.

Cosa succede quando si dà spazio soltanto al cuore, in modo assoluto? È questo il caso dei sognatori che coltivano sempre e comunque i propri desideri, degli idealisti che vivono in un loro mondo, senza incontrare gli altri, senza confrontarsi né scendere a patti con la realtà, con la società.
Sono persone che a volte non accettano i limiti, che credono che la vita sia soltanto piacere e non usano la mente per orientarsi nel mondo. Il proprio autentico sé è esposto senza la consapevolezza che i propri passi potrebbero implicare delle cadute, a volte facilmente. È come tuffarsi nel mare senza avere messo un’ancora all’imbarcazione né avere calcolato la distanza dalla costa e altre variabili vitali.

Perché l’uso eccedente del cuore?
Vantaggi: cuore e autenticità sono il regno della bellezza, del piacere e della potenzialità. Tutto è sempre possibile.
Svantaggi: rischiosa sovraesposizione di sé, instabilità e caos. Senso di impotenza di fronte al fallimento.
Cause: dare spazio soltanto al cuore può essere un’autodifesa, perché si vive il mondo come frustrante e si vuole negare il dolore del limite. Si rischia di eliminare il mondo e si finisce per vivere in modo solitario, senza riuscire a investire se stessi nella realtà. Non si utilizza il cuore con la mente, si espone il cuore sempre e comunque, correndo troppo spesso il rischio di non proteggersi e di non rendersi conto della realtà. Si confonde la speranza con l’illusione.
Personalità: Persone indefinite e dipendenti, che non accettano la mancanza e non orientano il proprio potenziale nel mondo.

In sintesi, essere se stessi implica la capacità di riuscire a esprimere la propria autenticità e ricchezza interiore, ricercando quei canali attraverso cui indirizzare il proprio vero sé nel mondo reale, tra mente e cuore. Trovare questa dimensione significa concretamente cercare il proprio posto nel mondo e realizzarsi, rinnovandosi ogni volta che serve.


Dott. Enrico de Sanctis
psicologo-psicoterapeuta
Via Amico da Venafro 14, 00176 Roma
Tel. 06 94363046

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