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La coppia aperta è una coppia?

a cura di Enrico de Sanctis

Spesso si sente parlare di coppia aperta, un tipo di relazione in cui la sessualità non è esclusiva, poiché i partner hanno rapporti sessuali con altre persone, insieme o singolarmente. La definizione di coppia aperta è tale se esiste tra i membri della coppia un accordo, secondo cui non si metterebbero in discussione in alcun modo i sentimenti che legano i partner e, qualora gli episodi sessuali siano vissuti singolarmente, essi vengano sempre esplicitati e mai tenuti segreti.

La coppia aperta istituzionalizza al suo interno, in modo specifico, una tipica modalità di relazione. Spesso questa modalità si sottovaluta, riducendo il discorso al fatto che la coppia aperta è un buon compromesso per i partner, poiché l'essere umano non è monogamo. Forse però il discorso non è così semplice.
In questo lavoro, cercherò di accennare alcuni elementi che riguardano questa tipica modalità di relazione, a partire dalla seguente definizione: la coppia aperta è una dimensione relazionale ma non è una coppia, poiché l'apertura rompe la diade consentendo la partecipazione ad altre persone. 

L’individuo che forma una coppia aperta può trovarsi in una particolare condizione o difficoltà, che può riguardare più aspetti della sua personalità. Ad esempio può avere paura d'amare, paura della dipendenza e della fusionalità che la coppia chiede. Oppure può sentire di non essere all’altezza di vivere in coppia, magari con la persona ambita e desiderata, vivendo fortemente il timore di essere inferiore o di essere perfino rifiutato. 
Inoltre, ci sono casi in cui alcune persone formano una coppia in modo forzato, poiché non tollerano un proprio senso di solitudine, con il rischio di confondere la compagnia con l'amore.
Così come ci sono altri casi in cui alcune persone possono sentire il bisogno di avere un indispensabile riconoscimento sociale, dovendo mostrare ai propri cari e alla società di essere in coppia, di sposarsi, di avere figli, come se questo fosse dimostrativo del proprio valore, di avere raggiunto un traguardo nella propria vita. 

Queste sono alcune delle caratteristiche che possono indurre le persone a formare una coppia aperta e questo può essere una spia di diversi aspetti. Tra questi potremmo parlare di una possibile immagine di sé carenziale e di una bassa autostima, così come di una difficoltà ad aprirsi con fiducia, o ancora di un vissuto significativo di diffidenza.

Quando queste difficoltà e peculiarità caratterizzano la personalità dell’individuo, fondare un legame di coppia intimo, profondo e confidente, nonché sessualmente esclusivo, non è scontato né così facilmente raggiungibile. Affinché questo possa avvenire infatti, devono esserci una serie di condizioni, ad esempio la persona dev'essere capace di amare, di abbandonarsi all'intimità, di sviluppare un senso di profonda fiducia, di essere sufficientemente libera dai condizionamenti sociali. Se questo manca, diventa necessario un lavoro creativo su se stessi, un percorso trasformativo profondo che richiede fatica, impegno e costanza. 
L’istituirsi della coppia aperta appare invece una facile soluzione, che consente a chi la istituisce di mettere da parte le proprie difficoltà. 

Relativamente alla coppia aperta si possono mettere in evidenza, in particolar modo, tre condizioni:
  1. Si evitano le proprie paure e difficoltà, mettendole a tacere. La coppia aperta tiene una porta socchiusa e non condivide l’esperienza dell’esclusività, perché può essere presente il bisogno di rassicurarsi e di preservarsi costantemente dal rischio di vivere paure e dipendenza, che la coppia non aperta può invece evocare. Si evita anche il rischio di vivere quel senso totale di intimità che, attraverso la sessualità, la coppia non aperta riconosce e coltiva, costruendo ogni giorno se stessa nel suo divenire, nel suo essere noi. Nella coppia aperta, invece, i propri vissuti a volte sono sotto stretto controllo, silenti, e tutto rimane immobile, annientando così il soffio vitale dell’individuo che, paradossalmente, si chiude in un legame mortifero, soccombendo alla paura e alle difficoltà, e rinunciando alla possibilità di crescere come persona e di creare una coppia. 
  2. La sessualità aperta è funzionale e rischia di diventare una forma di bulimia, dove l'incontro è deprivato di erotismo e passione. È un incontro meccanico e arido, spesso legato alla performance fisica, utile per evitare di guardarsi dentro e non vivere la possibilità d'amare, soggettivamente percepita come pericolosa. Come dicevamo, questo tipo di sessualità dà all'individuo una gratificazione momentanea ed è una garanzia che lo tiene nella sua zona di comfort, mantenendo stabilmente la sua coppia in una condizione di distanza. Alla luce di questo, la sessualità occasionale può diventare una modalità difensiva, potremmo dire una sorta di fuga, e in fondo la coppia aperta può servire lo stesso scopo.
  3. L’esperienza della sessualità all’esterno potrebbe generare impreviste crepe, poiché potrebbe risultare imprevedibilmente gratificante e aprire dei varchi imprevisti. È necessario però mantenere salde le garanzie affinché questo non avvenga e siano evitati tutti i rischi. Per questo la sessualità è bene che rimanga occasionale, al punto che vige un patto della coppia aperta, come si diceva all'inizio, cioè che i sentimenti non siano mai messi in discussione. Il punto problematico è quando questo patto serve per mantenere un rigido controllo sulle proprie paure e difficoltà, non per garantire la fedele reciprocità dei sentimenti, se il loro valore profondo non sembra essere in verità condiviso.
Attraverso l’apertura, quindi, ci sono coppie che si illudono di essere una coppia e fare sesso occasionale al di fuori può diventare indispensabile per preservare questa tipica modalità relazionale. Una modalità che è tanto del partner nel rapporto con se stesso quanto del partner nella dinamica di coppia, nella relazione con l'altro partner. 
Di fatto, si verifica un circolo vizioso che si autoalimenta, mantenendo un equilibrio che può essere illusorio. La coppia aperta rischia di non costituirsi come spazio creativo e di crescita, se non fonda un vero noi, se serve in modo strumentale e difensivo a chi la forma. I membri della coppia che non condividono i propri sentimenti e le emozioni più scomode, rischiano di non affrontare i propri problemi apertamente e di non riuscire a crescere, per rinnovarsi nel tempo in modo promettente oppure, in alcuni casi purtroppo, per separarsi.


Dott. Enrico de Sanctis
psicologo-psicoterapeuta
Via Amico da Venafro 14, 00176 Roma
Tel. 06 94363046

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